T R I M E S T R A L E D E L L’ U N I O N E I N D U S T R I A L I D E L L A P R O V I N C I A D I S AV O N A
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N.2 2012 - euro 1,50
Il presidente Atzori: “L’attesa ha superato ogni limite”
P
residente, scommette-
rebbe qualcosa sull’a-
pertura dei cantieri di
Tirreno Power e della piatta-
forma portuale di Vado Ligu-
re entro la conclusione del
suo mandato, il prossimo
anno? Fabio Atzori non sem-
bra avere dubbi: “Certo che ci
scommetterei, più di qualco-
sina. Il problema, però, è che
non è possibile avere la cer-
tezza, anche se ci sono tutti
gli elementi per crederci”.
Risponde così il presidente
dell’Unione Industriali di Sa-
vona, interpellato sulle sfi-
de fondamentali dell’econo-
mia savonese. Senza troppe
mezze misu-
re: “Chi ha
tempo non
aspetti tem-
po, diceva-
no i vecchi.
E qui l’attesa
ha superato
ogni limite,
siamo l’uni-
co Paese eu-
ropeo dove
non c’è cer-
tezza dell’iter
ne c e s s a r i o
ad ottenere l’autorizzazione
a fare qualcosa”. Secondo l’in-
gegner Atzori la causa princi-
pale deve essere individuata
nell’eccesso di norme e nella
frammentazione delle com-
petenze. Quanto al ruolo dei
politici, che dovrebbero assu-
mere decisioni per l’interesse
collettivo, il presidente prefe-
risce non fare commenti. Sul
piano locale afferma: “La Re-
gione? Ha fatto quello che po-
teva. Claudio Burlando è per-
sona capace, ma la macchina
che sta guidando è comples-
sa. I vincoli burocratici e am-
ministrativi condizionano pe-
santemente la velocità delle
decisioni e, spesso, ne com-
promettono l’efficacia”.
Quanto al contesto savonese,
i casi Tirreno Power e piat-
taforma contenitori Maersk
sono emblematici: “Sul primo
punto, gli atti importanti sono
stati compiuti. Stiamo lavo-
rando al perfezionamento
degli accordi locali al fine di
massimizzare le ricadute sul
territorio. Sul fronte dell’o-
pera portuale si sta uscen-
do dall’incertezza: e il finan-
ziamento dell’infrastruttura
è stato mes-
so nero su
bianco e pub-
blicato sulla
Gazzetta Uf-
ficiale. Anche
il contenzioso
amministrati-
vo instaurato
dal Comune
si sta indebo-
lendo senten-
za dopo sen-
tenza”.
Tuttavia per-
mane la sensazione che tutto
possa saltare. Atzori è diret-
to: “Il rischio c’è sempre, fino
a che non vengono consegna-
ti i lavori. Nell’attuale scena-
rio economico i tempi lunghi
non giocano a favore. Come
Paese, stiamo mandando se-
gnali pessimi agli investitori
internazionali. Detto questo,
sono convinto che il lavoro
che abbiamo svolto in questi
anni porterà i risultati attesi
in termini di rilancio dell’e-
conomia provinciale”. In que-
sto contesto si intravvedono
schiarite per le prospettive
dell’industria, pur perma-
nendo uno scenario naziona-
le mai così critico.
“Ovvio, c’è preoccupazione,
ma dobbiamo mantenere la
fiducia. Mi conforta un dato
che fa riferimento alla no-
stra associazione. Pochi mesi
dopo il mio insediamento an-
dai a votare per l’elezione di
Emma Marcegaglia. L’Unione
Industriali di Savona era atte-
stata intorno alla cinquante-
sima posizione nel panorama
nazionale. Le ultime settima-
ne sono state quelle che han-
no portato alla nomina di
Giorgio Squinzi e la nostra re-
altà oggi è certificata, in ter-
mini di contribuzione, intor-
no al trentesimo posto sulle
novantotto associazioni terri-
toriali di Confindustria. Que-
sto per dire che nonostante
la crisi, l’insieme dei nostri
associati sta tenendo, e con-
ferma una leggera crescita.
Certo, mantenere un simile
trend sarà difficilissimo. Qua-
lora saltasse il sistema Paese
non possiamo certo pensare
di restare in piedi, a Savona”.
Ma su questo territorio Atzori
ci scommette ancora.
Aprire subito i cantieri
Irrobustire la struttura economica
savonese e creare nuove opportunita’
di lavoro. E’ l’obiettivo che l’Unione
Industriali persegue con un forte impegno.
A sinistra, il presidente Fabio Atzori; sotto
il campo prove della piattaforma di Vado
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