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Arrivano i cinesi
con i mezzi da sbarco
Pronte al terminal
contenitori le prime gru automatizzate
P
rovenienti da Shang-
hai, le prime sei del-
le 21 gru Armg (Auto-
mated rail mounted gantry)
che opereranno sulla piatta-
forma container di Apm Ter-
minals a Vado Ligure sono
state sbarcate direttamente
dalla “Zhen Hua 23”, la nave
cinese specializzata in tra-
sporti eccezionali.
Si tratta di un primo grup-
po di macchine a ponte da
piazzale automatizzate che,
una volta installate sui binari
che percorreranno la struttu-
ra per tutta la sua lunghezza
(600 metri di corsa), smi-
steranno i container sui vari
piazzali. Non si tratta anco-
ra delle quattro enormi gru
“ship-to-shore”, che inve-
ce arriveranno nei prossi-
mi mesi. Installate a bordo
banchina sul lato di ponen-
te della piattaforma, saranno
utilizzate per prelevare i con-
tainer dalle navi attraccate e
depositarli sulla piattaforma.
Tra l’altro la nave “Zhen Hua
23”, dopo essere partita in
gennaio dal porto di Shang-
hai, aveva fatto uno scalo a
Città del Capo e aveva a bor-
do, oltre alle sei gru Armg
destinate a Vado, ma anche
con due gru ship-to-shore a
controllo remoto, che erano
state precedentemente con-
segnate nello scalo inglese
di Felixstowe. Il lungo viag-
gio aveva consentito a Gran-
di Lavori Fincosit, impegnata
nella costruzione della piat-
taforma Apm, di allestire la
banchina necessaria all’acco-
sto della nave cinese.
Le gru sono costruite dalla
Shanghai Zhenhua Heavy In-
dustries Co. Ltd (Zpmc), con
la quale ApmTerminals e Ma-
ersk hanno stretto un accor-
do di collaborazione, tanto
che il colosso cinese ha aper-
to proprio a Vado una sua fi-
liale da cui controllare ma-
nutenzione e rapporti con i
clienti dei mezzi installati in
tutta l’Europa. «Abbiamo po-
tuto già sistemarle sulla ban-
china della piattaforma – ha
spiegato l’amministratore
delegato di Apm Terminals
Vado Ligure, Paolo Cornet-
to – evitando di doverle spo-
stare una seconda volta. Sui
piazzali poi opereranno altre
15 gru dello stesso tipo, cioè
automatizzate, ossia guidate
in remoto dagli operatori nel-
la sala controllo che è attual-
mente in costruzione.
Quello di Vado, operativo dal
2019, sarà il primo terminal
italiano ad utilizzare questo
tipo di macchine. Anche a li-
vello europeo sono rari i por-
ti che ne sono dotati, mentre
a livello mondiale i terminal
automatizzati hanno comin-
ciato ad utilizzarle solo negli
ultimi 3-4 anni, realizzando
una combinazione vincente
tra tecnologia e forza lavo-
ro qualificata. “Si tratta di
un altro passo cruciale ver-
so il completamento del nuo-
vo terminal di Vado Ligure,
un impianto dove le risor-
se umane e le tecnologie più
aggiornate si combineran-
no per assicurare un servi-
zio efficace, sicuro e amico
dell’ambiente per i merca-
ti internazionali” ha aggiun-
to l’amministratore delegato
Paolo Cornetto.
Nonostante tutti gli automa-
tismi, l’intervento umano,
naturalmente, sarà ancora
fondamentale: oltre che con-
trollare e coordinare i movi-
menti delle gru, squadre di
operatori saranno impegnati
con continue manutenzioni,
fondamentali per garantire
il servizio. Per queste figure
professionali di alto profilo
Apm Terminals incremente-
rà nei prossimi mesi i corsi di
addestramento.
Sul piazzale del terminal ope-
rerà anche una flotta di 19
straddle carriers, macchine
più piccole con motori ibridi
ad alimentazione mista elet-
trica e diesel. Le straddle car-
riers sono già al completo e
in attesa sul piazzale del Ter-
rapieno Sud. Costruite dalla
società finlandese Kalmar,
possono già essere utilizza-
te nelle attività di formazione
del personale che dovrà lavo-
rare nel terminal.
Sopra come sarà il futuro terminal di Vado Ligure; a sinistra
le Armg in banchina; a fondo pagina le operazioni di sbarco
(durate 10 giorni) delle gru a portale
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